Cenerentolo e Corraga

Testo e regia Susanna Mameli 

In scena Serafino Puncioni e Marcella Pellerano

Durata 60 minuti

Tecnica attore e pupazzi

Età consigliata dai 3 anni in su

Produzione Anfiteatro Sud

 

Attraverso la fiaba e il racconto. Cenerentolo è la storia di un povero ragazzo in fuga dalla guerra che si rifugia nella stalla di una strega. Questa, appena lo scopre, ne approfitta subito e gli fa fare i lavori più umili e duri per mandare avanti la sua fattoria. La strega si prende gioco di lui, lo chiama Cenerentolo e non sospetta nemmeno che lo straniero porti con se un grande dono, e lo tratta sempre peggio fino al momento in cui il povero ragazzo ha la forza di raccontare…. Ecco che la magia si effonde e la strega s’impiglia nel racconto fino a trasformarsi, rimpicciolirsi e divenire minuscola, come tutti quelli che sono egoisti e incapaci di ascoltare.

 

La Trama

In realtà il nostro è un “Cenerentolo” non una Cenerentola, è assai birichino e ne combina di cotte e di crude, è un po’ scansafatiche e chiacchierone, e forse la strega Corraga che certo sfrutta il ragazzo, non ha tutti i torti a volerlo trasformare in salsiccia e prosciutti per la sua dispensa…. Ma si sa ognuno ha il suo punto debole, e la strega adora le favole…. E guarda caso, Cenerentolo è bravissimo a raccontarle. I due si conoscono meglio, e imparano a vedersi come esseri umani e non come cose da sfruttare o prendere in giro - Lo spettacolo, frutto di una ricerca e una indagine sul presente vuole proporre una fiaba delicata come quella di Cenerentola riportandola all’oggi all’attualità che si racconta ogni giorno in tv e nelle nostre città o paesi. Persone che hanno una storia e una identità abbandonano i loro paesi di origine, afflitti da guerre, carestie, persecuzioni e affrontano il “viaggio della speranza” – un viaggio che non si sa bene come e dove finirà, quel che è certo è che talvolta quella che sembra la terra promessa di biblica memoria, spesso si rivela come il terribile sfruttamento che Cenerentola subiva ad opera delle sorellastre, che tutto pretendevano da lei, privandola di quel minimo di gioia che ogni fanciulla merita.

Lo spettacolo è un grande e divertente puzzle dove realtà e finzione si rincorrono senza sosta.

 

Le tematiche principali

L’importanza della memoria, dell’osservazione del presente come fondamenta per costruire un futuro migliore; L’attenzione da porgere non solo alla grande STORIA ed ai suoi personaggi principali, ma anche alle storie degli uomini semplici ed alle loro biografie, come esempi di vite vissute nel lavoro e negli ideali

L’emigrazione come evento storico che ha coinvolto milioni di Italiani nel Mondo.

La forza ricostruttrice dell’uomo e la sua volontà portatrice di gioia e speranza.

La straordinaria bellezza poetica di conoscere qualcuno diverso da noi come portatore di differenze e novità culturali.

 

Le scenografie

La scena ben si adatta a qualsiasi situazione, la scena rappresenta una stalla ove sono ricoverate galline, caprette e gli utensili per la lavorazione della terra.

 

Le tecniche e i linguaggi usati

La tecnica è quella del dialogo e del racconto, come era in uso presso i cantastorie nel secolo scorso. Un racconto fatto di ritmo e di repentini cambi. Narrazione ma con un forte uso del linguaggio del corpo e delle azioni.

 

Costruzione dello spettacolo

Costruito e pensato come una girandola allegra di avvenimenti che si rincorrono tra loro, Cenerentolo, conserva l’affresco della grande favola di Perrault. Pensato perché ci fosse una interazione costante con i bambini, con il loro contributo si sviluppa e avanza il ritmo della storia, fino alla decisione finale, presa con il contributo dei piccoli spettatori.

I bambini riscrivono parte dello spettacolo a ogni recita – veri e propri pezzi di teatro realizzati con la loro partecipazione – questa forse è parte del successo delle sue innumerevoli rappresentazioni.

Info

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