S'ACCABADORA

 

Obiettivo

Programmazione unitaria 2014 – 2020
Strategia 2 “Creare opportunità di lavoro favorendo la competitività delle imprese”
Programma d’intervento: 3 - Competitività delle imprese – PO FESR 2014-2020

Azione 3.4.1

Bando IdentityLAB
“Sostegno finanziario alle imprese operanti nel settore culturale e creativo per lo sviluppo di
progetti di internazionalizzazione nei mercati interessati ai beni, servizi e prodotti culturali e

creativi della Sardegna”

 

Descrizione del progetto

Finalista al concorso Nuove Sensibilità del Festival Teatro Italia di Napoli, lo spettacolo nella sua versione integrale si propone per la prima volta al pubblico nello stesso anno e vince il Premio Nazionale Teatro “Lauretta Masiero” per la drammaturgia. Dopo molti anni l’autrice decide di riprendere questo testo e trasfigurarlo nei colori e nelle immagini, trattando il testo e lo spazio come fossero un caleidoscopio nella memoria della protagonista, utilizzando la multi proiezione e gli effetti straordinari del videomapping e della realtà aumentata, ricostruisce un universo interiore che ingloba e coinvolge lo spettatore facendolo divenire parte del viaggio e dello spettacolo.

In questo lavoro l’autrice Susanna Mameli ha cercato di mettere a fuoco il lato umano e personale di una figura cosi crepuscolare e sfuggente, ma storicamente reale, come quella di "sa femmina Accabadora".

Cosi veniva chiamata la donna che in passato, come sostengono anche gli ultimi studi sul tema, si occupava nelle comunità dell'isola (la Sardegna) di dare non solo la vita, come levatrice, e il sollievo della guarigione, come donna di medicina popolare, ma anche la "bona morte", quando ormai la malattia non lasciava via di scampo.

La fautrice tollerata di eutanasia nel passato diventa oggi personaggio di straordinaria attualità per i legami con i dilemmi etici del presente. Questo è il punto di partenza per una messa in scena che non intende approfondire gli aspetti didascalici e descrittivi della questione, né tanto meno fornire superficiali risposte a problemi morali, ma che cerca di dare corpo e anima a una di queste donne, alla sua esistenza concreta, all'apparenza normale cui Antonia, Accabbadora e protagonista dell'atto unico, s'aggrappa per continuare a vivere la sua vita. 

Così, il testo, liberamente ispirato a "Les Bonnes" di Jean Genet con le scene minime ed essenziali, risolve l'azione teatrale nel rapporto tra Antonia e sua sorella, rispettivamente interpretate da Marta Proietti Orzella e Annagaia Marchioro. Una relazione che è una finzione nella finzione e che lascia trapelare lentamente la verità atroce sulle loro vite.

Un lento disvelarsi della realtà fino all'ultimo crudele dilemma che impegnerà Antonia in un nuovo, ma terribilmente diverso, atto di pietà.

Note di regia

Siamo nella tana de s'Accabadora, una serva, la sua serva che, mentre sistema e rassetta la stanza racconta i fatti della padrona.

Attraverso il filtro dei pettegolezzi e dell'amore-odio della serva verso la sua padrona, ecco levarsi l'immagine castigata di Antonia, ora come levadora, ora come incantadora, e infine accabbadora. Levatrice, donna delle medicine, donna che pone fine alle sofferenze dei moribondi, ma anche figura crepuscolare solitaria, sfuggente e schiva. Si sa che da fanciulla fu abbandonata sull'altare sotto lo sguardo armato dei fedeli, si dice di come i fiori le si appassirono in volto, si racconta di come nessuno osò fermarla e della mano pietosa che fece cigolare la porta della chiesa, consegnandola alla luce divorante del mezzogiorno.

Insomma il cielo bisogna guadagnarselo, e Antonia si fa serva e missionaria degli uomini in terra, affaticandosi a fare quello che nessuno vuole o ha il coraggio e la forza di fare: aiutare a nascere e morire.

La "serva" e la "padrona" si cavano i peccati dall'anima con crudele affetto, uno a uno fino a che la serva, rivela il gioco orrendo, implora Antonia - sua sorella, di liberarla dalla sofferenza che la corrompe dentro, le chiede di operare il suo ufficio sulla carne dolce e infetta di sorella.

Chiede la Pietà che Antonia ha sempre reso altrove. Ma per Antonia, questa volta, è diverso.

Note. Accabàdora dalla lingua Sarda: “accabare” = finire, terminare, "dare fine".  

www.sardegnaprogrammazione.it

 

Tecniche utilizzate

Videomapping:

Proiezione di immagini attraverso la “grafica” dal computer a superfici reali, ottenendo spettacolari effetti di proiezione 3d. Tramite appositi software, si creano animazioni, immagini, video e giochi di luce in grado di ingannare la percezione visiva dello spettatore al punto da non fargli più distinguere la realtà dalla finzione. Dal computer nasce un’esplosione di immagini che sfiora delicatamente il palcoscenico, accompagnata da musiche coinvolgenti per creare un effetto illusione nel pubblico.

 

Documenti scaricabili in pdf

Libretto in Tedesco

Libretto in Italiano

Pieghevole

Locandina

Note informative sul progetto

Titolo Progetto: S'ACCABADORA

Cup: E17G18000020007

Fonte: POR FESR 2014-2020

Date: 06 Giugno 2018 - 10 Gennaio 2020

Contatto: 0702353454 - 3335757486 - 3479145972

anfiteatrosud@gmail.com 

anfiteatrosud@pec.it